Il Cloud computing ha rappresentato, e rappresenta tuttora, un importante cambiamento nell’informatica moderna poiché ha modificato in modo sostanziale le modalità con cui utilizziamo la totalità dei nostri dispositivi (computer, smartphone, tablet). L’idea che sta alla base della famosa nuvoletta è che le applicazioni (programmi, dati) vengano spostati su cluster di macchine accessibili da Internet (dunque situate in un luogo fisico terzo) invece che girare sui client (sui nostri dispositivi). Le grandi corporation di rete affermano, tramite le loro campagne di marketing, che non serve possedere un PC potente o con un grande quantitativo di storage1 per accedere ai nostri dati o per comunicare in alta definizione, poiché basta una buona connessione Internet. Il cloud computing ci permette infatti di archiviare, elaborare e trasmettere dati attraverso internet su hardware remoto; grazie a queste funzionalità le aziende possono evitare di acquistare molte componenti hardware e software. Inoltre le aziende hanno minori costi relativi a monitoraggio, manutenzione e aggiornamento. Questo a fronte del pagamento di un canone per l’utilizzo dei cloud service.

Dal punto di vista economico rileviamo dunque:

  1. minori costi fissi iniziali: i programmi e i dati si trovano nell’infrastruttura cloud e quindi non è necessario acquistare strumenti quali: sala server, hard disk, NAS2, etc;
  2. gestione dell’architettura informatica demandata a un soggetto terzo: fattore che può risultare utile ad aziende che vogliano esternalizzare la parte IT, per concentrarsi esclusivamente sul core business.

Dal punto di vista tecnico si può rilevare:

  1. scalabilità: possibilità di espandere o limitare l’ampiezza del servizio in base alle proprie esigenze con estrema flessibilità. In caso di storage locale, una volta che la macchina è piena bisognerà acquistarne un’altra. Nel caso del cloud, alcuni hanno storage illimitato, in caso contrario si pagherà un sovrapprezzo (con costi comunque inferiori rispetto all’acquisto di un nuovo hardware fisico);
  2. sicurezza del sistema: la sicurezza sarà realizzata da soggetti che, almeno teoricamente, dovrebbero essere molto garantiti e avere i più alti standard di cyber security;
  3. indipendenza delle periferiche: il cloud si può consultare tramite qualsiasi dispositivo fisso o mobile capace di collegarsi ad Internet. Dunque una grandissima flessibilità che ci permetterà di accedere ai dati dovunque ci troviamo, con la sola necessità di collegare il nostro smartphone all’account desiderato.

Si possono rilevare anche degli svantaggi collegati al cloud:

  1. dipendenza da Internet: l’assenza di connessione internet non ci permette di collegarci al cloud e dunque un blackout può causare un’interruzione dell’attività;
  2. sicurezza informatica e violazione privacy: visto che i dati vengono memorizzati in server di soggetti terzi esiste il reale rischio di manipolazione dei dati per ricerche di mercato o spionaggio industriale;
  3. difficoltà di migrazione dei dati nel caso in cui si voglia cambiare gestore del servizio cloud;
  4. scarico di responsabilità da parte dei soggetti fornitori del servizio. Tutti i servizi cloud, specialmente i fornitori di maggiori dimensioni (Google, Microsoft, Amazon, etc.) inseriscono clausole di scarico di responsabilità per eventuali perdite di dati, danneggiamenti e altro. Dunque affidare i dati a questi soggetti non è certo misura priva di insidie. Nel caso i dati venissero danneggiati non avremmo alcuna arma per rivalerci su chi li teneva in custodia;
  5. inoltre il passaggio dal locale al cloud non è mai indolore. É un processo che, specialmente nei soggetti economici di non piccola dimensione, richiederà tempo, risorse e soprattutto formazione.

Esistono poi diversi tipi di cloud, gratuiti e a pagamento: i primi sono più indicati per soggetti che abbiano l’esigenza di avere una copia di sicurezza dei dati del pc sempre aggiornata e disponibile da qualunque dispositivo, mentre i secondi sono sicuramente più consoni ad aziende che dispongono di una grossa mole di dati e richiedono un servizio più ampio. I clienti del cloud, specialmente se per un utilizzo professionale, devono informarsi sulle politiche e le procedure di sicurezza dei fornitori di servizio. I notevoli risparmi sui costi associati alla tecnologia cloud sono un forte incentivo per le imprese a esternalizzare alcuni, se non tutti, i loro bisogni di archiviazione dati. Tuttavia, se non è possibile verificare che il livello di sicurezza offerto dal service provider i rischi a cui ci si espone potrebbero essere rilevanti.

Consideriamo che il vero Key Point di questo servizio è la cessione del nostro diritto di possesso sui dati in favore delle aziende commerciali che potranno accedere, manipolare ed archiviare i nostri dati sui loro server. Salvare dati sensibili aziendali, o anche solo le nostre immagini più care e personali sul cloud significa consegnarli ai colossi informatici come Google, Microsoft. Questo fatto può certo impattare sulla scelta di affidarsi o meno al cloud computing.

1Storage: in ambito informatico con il termine storage si identificano i dispositivi hardware, i supporti per la memorizzazione, le infrastrutture ed i software dedicati alla memorizzazione non volatile di grandi quantità di informazioni in formato elettronico.
2 NAS: dispositivo adibito al salvataggio che permette a più utenti connessi alla stessa rete locale di condividere file di qualsiasi genere.