I siti di e-commerce sono invasi dai truffatori?

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Negli ultimi anni gli acquisti tramite e-commerce[1] si stanno diffondendo sempre di più, apparire online sembra essere una scelta quasi obbligata anche per il piccolo commerciante che voglia far conoscere il proprio negozio e il proprio marchio. Per chi acquista, invece, questo mezzo presenta il vantaggio primario di ricevere il prodotto desiderato comodamente a casa. In moltissimi casi poi vi è un’evidente differenza di prezzo tra l’acquisto in un negozio fisico e quello online. Il settore degli acquisti online rappresenta oggi un enorme giro d’affari a livello mondiale: al dettaglio nel 2017 è stimato in 2.290 miliardi di dollari, +23,2% in più rispetto all’anno precedente e lo stesso mercato B2C in Italia ha generato un fatturato di 35,1 miliardi di euro nel 2017, crescendo complessivamente dell’11% rispetto al 2016[2]. I truffatori sono sicuramente presenti e in aumento rispetto a qualche anno fa ma bisogna tenere in considerazione che l’aumento è causato dal numero di utenti attivi nel settore, in continua crescita negli ultimi anni. Il negoziante da parte sua può trovarsi di fronte a richieste, come per esempio lo storno di transizioni già avvenute; d’altra parte, il consumatore può correre il rischio che qualcuno si impossessi dei suoi dati e faccia acquisti a suo nome. La prima categoria può dotarsi di un sistema di controllo antifrode per imporre, a più livelli, il riconoscimento del cliente.

Gli acquirenti possono invece:

  • proteggere i propri account per lo shopping online usando sistemi di doppia autenticazione (se il sito lo consente);
  • utilizzare password forti (per alcuni consigli sulle password: https://www.protezionecyber.it/293);
  • prestare maggiore attenzione quando si trova un prodotto eccessivamente scontato, a  maggior ragione se il venditore è Amazon Marketplace[3];
  • controllare nella barra degli indirizzi di essere sul sito di e-commerce originale (si potrebbe essere dirottati, tramite un click, su siti che clone);
  • non comprare su eBay nelle categorie prive di garanzia (non sono sufficienti le sole recensioni positive per garantire affidabilità);
  • leggere accuratamente tutto l’annuncio; deve essere scritto in italiano corretto e completo di tutte le informazioni che vorremmo avere.

 

Una truffa molto diffusa negli ultimi due anni è stata quella di inviare un SMS sul cellulare di una persona, allegando il link (falso) del sito delle Poste Italiane, tramite questo link l’utente avrebbe attivato – a sua insaputa – i pagamenti su siti e-Commerce. 

Quando viene effettuata una transazione fraudolenta, nel 75% dei casi non è la prima che avviene tramite la carta in questione e, spesso, si parte da piccole cifre per raggiungerne di più grandi.  

Ogni portale di e-commerce ha le sue regole e la sua reputazione. Ci sentiamo però di proporre un piccolo elenco di quei servizi, più popolari e sicuri “a prova di brutte sorprese”:

  • ePrice: fondato nel 2000 si distingue per l’acquisto di pc ed elettrodomestici a prezzi competitivi e a rate;
  • IBS.it: dalla lunga storia commerciale, è una libreria online fondata nel 1998 che col tempo si è arricchita di numerose categorie di prodotti: audiovisivi, ebook, gaming, etc.
  • Amazon: lo conosciamo tutti, possiamo solo aggiungere che il supporto clienti probabilmente non ha eguali con nessun altro servizio di e-commerce;
  • eBay: in questo caso invece il supporto clienti è forse il punto debole del colosso statunitense, anche se la quantità di truffe è di molto diminuita negli ultimi anni.

 

Tutti questi servizi sono rinomati e di buona reputazione. Il discorso cambia per tutta quella galassia di operatori che possono sovente offrire prezzi anche imperdibili, ma che offrono poca sicurezza e sono deficitari soprattutto nel servizio a truffa già avvenuta.

Oggi, molti siti, come quello di PayPal, adottano il sistema SSL (Secure Socket Layer) per criptare le informazioni finanziarie inviate su Internet e rendere più affidabili le procedure di pagamento. Un sito sicuro si riconosce da due dettagli: l’indirizzo della pagina, contenuto nella barra di navigazione in alto, da “http://www…” deve diventare “https://www…” (dopo ‘http’ deve riportare una ‘s’) e il lucchetto chiuso, che deve apparire in basso a destra oppure sulla barra di navigazione. In questo modo i dati non verranno criptati e condivisi.

 

[1]E-commerce:L'insieme delle attività di vendita e acquisto di prodotti effettuato tramite Internet.

[2]Worldwide Retail and Ecommerce Sales: eMarketer's Estimates for 2016–2021, 2017 e Ecommerce Will Pass a Key Milestone This Year, eMarketer 201

[3]Amazon Marketplace: Piattaforma di E-commerce proposta da Amazon ai venditori terzi.